Guy Colwell

INNER CITY ROMANCE

 


Guy Colwell – INNER CITY ROMANCE

La prigione, la vita vissuta nei ghetti americani, il mercimonio del sesso, la black culture e l’attivismo politico radicale. Sono solo alcuni dei temi che Inner City Romance di Guy Colwell annette al territorio del fumetto underground: un luogo talmente reale da spingere chi conosce sulla sua pelle ciò che scrive e che disegna a raccontare l’american dream più come un tentativo di non morire di fame e/o di essere assassinati dalla polizia che come un desiderabile stile di vita offerto a tutti dal grande paese delle opportunità. E a chi dovesse chiedersi quali possano mai essere state le fonti in grado di ispirare l’autore di questa formidabile graphic novel, si può rispondere citando la prigione federale di McNeil Island, il giornale alternativo «San Francisco Good Times» o, nel contesto delle mobilitazioni contro la guerra, gruppi politici dell’estrema sinistra. Con questo si direbbe molto sull’opera di Guy Colwell ma non si direbbe ancora tutto su un autore capace di trasfondere la lacrime e il sangue, le allucinazioni narcotiche e i sogni di rivolta, la dura repressione poliziesca e le stigmate dei pregiudizi legati alle appartenenze di classe oltre che al colore della pelle, su ogni tavola del suo capolavoro.

«Inner City Romance di Guy Colwell è di gran lunga il fumetto politicamente più convincente mai realizzato nella scena underground di San Francisco. Uno di quei rari lavori che continuano a comunicare oltre il tempo e lo spazio in cui sono stati realizzati» — Matt Seneca, «The Comics Journal»

«Un fumetto intenso, spesso sessualmente esplicito e a tratti violento. Inner City Romance può essere preso sia per un reportage dedicato alla vita di strada che come il frutto di un’immaginazione oscura. Carnale, intelligente, appassionato e sorprendente, Inner City Romance è un classico e, per fortuna, non più un classico dimenticato» — Jason Sacks, «Comics Bulletin»

«Guy Colwell è uno dei grandi esponenti dell’età dell’oro del fumetto underground» — Richard Pachter, «Miami Herald»

18.00 17.10

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