L’AMORE È UN ACCOLLO

Poesie (quasi) romantiche


«Giulia mi sembrava quella che ho spesso cercato e non ho mai trovato» (Carlo Verdone)

Erotiche e ironiche, tenere e al tempo sferzanti, innamorate persino nella disillusione e dolci anche quando piangono e, nel sorridere, riflettono, commuovono e feriscono… Così sono le parole cantate da Giulia Ananìa: romane come la lingua universale che fu di Pier Paolo Pasolini e di Gabriella Ferri, stradaiole per vocazione girovaga di un’autrice dalle radici capaci di estendersi da Trastevere a Bombay; e, come uno scalpello, capaci di cesellare in un tempo via via crudele e indifferente quegli attimi di assoluto stupore a cui si dà il nome di Poesia.

Introduzione di Carlo Verdone

Postfazione di Irene Ranaldi

Special tanks: Daniele Tozzi, Marzia Grillo, Sabina De Gregori, Gianluca Staderini, Cristiano Armati

 

Com’è che te chiami stavolta?

Qual è il tuo nome d’arte?

Marta? Federico? Carlotta?

Vabbè è inutile che te cerchi un nome

te chiami Amore

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