IL LIBRETTO ROSSO DI CUBA

Il Líder Maximo spiega la giustizia sociale e difende la causa della rivoluzione


 

Il 26 luglio del 1953, un pugno di rivoluzionari guidati da un giovane Fidel Castro decide di dare «l’assalto al cielo» e, tentando il tutto per tutto, attacca due importanti avamposti militari cubani.

La sortita, programmata per le cinque del mattino e condotta malgrado una clamorosa disparità di forze, è costretta a fare i conti con le avversità delle circostanze e si conclude in una disfatta.

Quel giorno, la causa della rivoluzione cubana lasciò decine di morti sul campo di battaglia, mentre molti altri combattenti sarebbero stati crudelmente torturati e quindi uccisi dai soldati del dittatore Fulgencio Batista.

Lo stesso Fidel Castro sarebbe stato catturato e condannato a un lungo periodo di carcere duro.

Nel corso del processo che lo riguardava, però, Fidel prese la parola per urlare al mondo intero le sue ragioni grazie a una formidabile arringa difensiva – “La storia mi assolverà” – trascritta e, in seguito, adottata come programma dal Movimento del 26 Luglio:  il gruppo che, nel ricordo dei martiri cubani, continuerà a combattere fino alla vittoria.

A cura di Cristiano Armati

12.00 11.40

Scheda Bibliografica

Autore Fidel Castro
Pagine 128
Formato 13 x 20 brossurato con bandelle, con fotografie in b/n
Collana I Libretti Rossi
ISBN 9788867180080

A cura di Cristiano Armati

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