Paola Staccioli: la felicità è nella lotta

“Sono felice di come ho vissuto e lottato con i miei compagni e le mie compagne”: sono le parole con cui, l’ultimo giorno di luglio, Paola Staccioli ha salutato un mondo che, asciugandosi le lacrime, non smetterà mai di ricordarla per il coraggio con cui ha sempre sfidato il presente. La redazione della Red Star Press, onorata di aver potuto lavorare ai suoi libri, lista di nero le bandiere rosse che continueranno ora e sempre a svettare per lei.

Ciao Paola

 

 

 

Con profondo cordoglio, attoniti dalla gravità della perdita e, al tempo, rinfrancati dal coraggio che Paola Staccioli ha continuato a infondere intorno a sé, riportiamo il comunicato con cui la fondazione La Rossa Primavera, creata dalla stessa Paola, saluta una grandissima compagna:

 

“Sono felice, felice per quanto abbiamo vissuto e lottato insieme, con le mie compagne, i miei compagni” Queste le ultime parole che ci ha lasciato Paola.
Abbiamo vissuto gli ultimi suoi momenti, con intensità, con una sofferenza mitigata dalla dolcezza dei nostri rapporti e di chi, proprio perché ama la vita la riconosce nella sua dimensione collettiva, sociale, che va oltre i nostri limiti personali. Quella sua attitudine profondamente umana, altruistica che la fa amare così tanto.
La stessa Fondazione La Rossa Primavera esiste perché lei ha voluto legare il suo lascito politico e materiale alla causa collettiva. Continuare cioè a contribuire al movimento di liberazione sociale, alla lotta rivoluzionaria. Trasformando, in particolare, il suo ricco fondo documentale in un inizio di Archivio concentrato sulle lotte di classe e i loro sviluppi politici dagli anni sessanta in poi. Salvaguardare innanzitutto il patrimonio documentale delle storie rivoluzionarie più conseguenti, e più a rischio di censura e distruzione da parte del pensiero dominante. Ma anche per poterne fruire in quanto materiale vivo – frutto di lotte accanite e duramente pagate – alimento per le presenti e future esperienze, per una nuova progettualità e nuovi tentativi di “assalto al cielo”.
Le iniziative poi promosse su varie tematiche – l’ultima proprio sul cancro e la malattia in quanto “assassinio sociale” provocato dal capitalismo – scadenzano la vita, l’attività della Rossa Primavera, cercando di contribuire, rapportarsi alle dinamiche in corso nei movimenti sociali e politici, di classe. Fra queste la mobilitazione solidale contro la repressione, e a sostegno dei militanti in carcere, sia perché queste sono diventate una realtà inevitabile nel corso delle lotte, e sia perché è ancora vivo il filo rosso della resistenza che ci lega ai precedenti cicli di lotta (in Italia ci sono ancora prigionieri/e dei primi anni 80). Ciclo e filo rosso che coinvolgeva la stessa Paola che ha attraversato, alla sua maniera, quegli anni e quelle esperienze.
Così all’occasione delle sue “60 rosse primavere” organizzammo una gran bella festa per lei. Già festeggiava il fatto non scontato di esservi arrivata, la sua lotta contro il cancro era in pieno svolgimento, smentendo a più riprese le funeste previsioni mediche. E fu, appunto, occasione di un formidabile ritrovo di varie generazioni militanti o di impegno sociale, culturale. La foto che pubblichiamo ne è un frammento, di tutta una serie e pure di un bel video che si trova sul nostro sito.
Paola ha fatto della lotta contro il cancro un fatto pubblico, per far uscire la malattia e i/le malati/e dalla condizione di emarginazione, talvolta stigmatizzazione, e trasformarla in una occasione di solidarietà e di critica alle precise cause e responsabilità di sistema rispetto al malessere, alla sofferenza, alla morte precoce. In questo senso anche in continuità con un altro suo fondamentale campo di attività, quello tramite l’Associazione Lignarius, di artigianato artistico rivolto al sostegno solidale agli strati proletari più fragili e precari. Cercando la bellezza sia nel lavoro fino che nella solidarietà, nella condivisione.
Ci sarebbe ben altro da dire, ma potremmo concludere con un suo tratto distintivo, che al tempo stesso spiega e contempla questa sua multiforme attività: per lei la rivoluzione è un processo ampio, profondo, sconvolgente certo, che deve tenere insieme vari apporti, superando settarismi e particolarismi. Un grande sforzo e lungo percorso per appropriarci della nostra umanità, lottando e lavorando. O come amava dire “La vita è lotta”.
Grazie Paola, ci hai regalato tanto fuoco e, rubando le parole a un nostro poeta, “perché il fuoco non muore!”

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