COMUNISMO E LOGISTICA

La movimentazione delle merci nell’economia post-fordista: cos’è – oggi – l’industria della logistica, come funziona e perché è necessario abbatterla per liberare il mondo dal gioco del Capitale.

A partire dal crash del 2008, mentre buona parte del globo veniva coinvolta in un intricato riassestamento economico e sociale che gli economisti ufficiali continuano a chiamare «crisi», una prima ondata conflittuale di vasta portata – dalle Primavere Arabe al movimento Occupy – ha messo in movimento soggettività niente affatto rassegnate a lasciarsi sacrificare sull’altare degli imperativi del capitale. È in questo fermento che Jasper Bernes scrive Comunismo e logistica: un testo che, fortemente improntato all’unità di teoria e prassi, muove dal tentativo di occupazione del porto di Oakland del novembre 2011, nel quadro del primo sciopero generale indetto negli Stati Uniti dal 1946. Nella baia di San Francisco come altrove, la logistica ha smesso da tempo di rivestire un ruolo puramente tecnico per mettersi al servizio della distopia neoliberale, secondo la quale tanto gli oggetti quanto gli uomini stessi dovrebbero «conformarsi alla forma più fluida e più pura che il capitale può assumere: il denaro». Il risultato è un breviario capace di esaltare la radicalità del presente con uno sguardo teso ad un orizzonte in cui svetta, più attuale che mai, l’esigenza, per il comunismo, di essere e di non poter essere altro che «il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente».

9.00 8.55

Scheda Bibliografica

 

Autore Jasper Bernes
Pagine 96
Formato cm 11 x 18 / brossurato con bandelle
Collana Le Fionde
ISBN 9788867182190

Traduzione dall’inglese e postfazione a cura del Collettivo editoriale Danse Macabre