18 settembre 2021: incontro con David Cacchione a Massa e Cozzile (Pistoia)

Evento di Circolo Arci Margine Coperta (Massa e Cozzile – Pistoia)
David Cacchione nasce il 19 ottobre del 1960 a Roma, città in cui continua a vivere e a lottare. Agitatore di professione, figlio della classe operaia e comunista, ha lavorato e/o lavora come manovale, scaricatore, venditore di giornali, pontarolo, facchino, produttore discografico e spazzino. È autore di diversi testi messi in musica con la Banda Bassotti, gruppo di cui è tra i fondatori.
👉È autore di:
📍 “Una vita intera”: Memorie di un operaio internazionalista
Qual è il filo rosso che, dalle piazze del ’77, si dipana unendo in un’unica storia di amicizia e di lotta il Nicaragua della rivoluzione sandinista e la Palestina?
Qual è stata la spinta che ha portato un gruppo di operai a imbracciare chitarre e microfoni con la Banda Bassotti e a portare la solidarietà concreta della Carovana Antifascista ai ribelli del Donbass?
David Cacchione, tra i fondatori della stessa Banda Bassotti, non ha dubbi e risponde tirando in ballo la determinazione – innata nella classe operaia – e la forza del collettivo: protagonisti assoluti di un libro in cui, mettendo nero su bianco le memorie di un operaio internazionalista, David dà voce alla straordinaria esperienza di un pugno di amici che, partendo dai cantieri romani, sale sui palchi di tutto il mondo, raccogliendo ovunque la voce dei lavoratori, dei precari e dei disoccupati e restituendo il senso di una storia al tempo stesso personale e collettiva.
Che cosa è diventato il mondo in cui viviamo? E come sarà quello che lasceremo ai nostri figli? A partire da queste domande, David Cacchione dà corpo a un alfabeto della Resistenza: nuovo, perché non c’è nulla di più all’avanguardia di ciò che affonda le sue radici nel solido terreno della storia del movimento operaio. Ecco, allora, che parole come “lotta di classe” si rivelano per l’incredibile potenza che contengono e che possono sprigionare, mentre termini come “memoria” e “solidarietà” riallacciano i legami che uniscono in un unico popolo tutti coloro che vivono del proprio lavoro. Perché così è il mondo visto con gli occhi di un operaio. Un luogo in cui esiste solo un confine. Quello che ora e sempre separa chi sfrutta da chi è sfruttato.
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