I MASSACRI DI LUGLIO

La storia censurata dei crimini fascisti in Jugoslavia

A partire dal 2004, in Italia, il 10 febbraio è dedicato per decreto alla “memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. Per la parte politica che ha istituito una simile ricorrenza, si è trattato di una formidabile occasione per riscrivere la storia a uso e consumo di un delirio nazionalista, capace non soltanto di censurare un passato di crudele sopraffazione, ma anche di riabilitare il fascismo, sottraendolo alle inappellabili responsabilità rispetto ai crimini compiuti in patria e altrove. In modo particolare, nella ex Jugoslavia, gli italiani non furono affatto “brava gente”. Al contrario, come dimostra Giacomo Scotti, il terrorismo ai danni della popolazione civile e il massacro come strumento di controllo politico furono le principali caratteristiche dell’occupazione italiana dei territori balcanici: una storia scomoda, sanguinaria e vigliacca e, proprio per questo, rimossa dalla memoria ufficiale. I massacri di luglio colma la lacuna, respingendo con la forza della realtà la pericolosa ipocrisia del nuovo revisionismo di Stato.

18.00 17.10

Scheda Bibliografica

Autore Giacomo Scotti
Pagine 256; illustrato con foto d’epoca in b/n
Formato 13×20 brossurato con bandelle
Collana Unaltrastoria
ISBN 9788867181124

Introduzione di Giuseppe Ranieri

RASSEGNA STAMPA

 

Francesco Filippini, “Qualche considerazione su I massacri di Luglio”, Barricatedicarta.noblogs.org, 12 febbraio 2018