Emilio Molinari all'Alfa Romeo di Arese (foto di Gigi Malabarba)

Emilio Molinari

Nato a Milano il 12 novembre del 1939, è tra i fondatori di Avanguardia Operaia, dei Comitati Unitari di Base e, successivamente, di Democrazia Proletaria, organizzazione con la quale sarà consigliere comunale a Milano nel 1975 e, nel 1980, consigliere regionale. Eletto al Parlamento Europeo nel 1984, si dimette un anno dopo per tornare tra i seggi del consiglio regionale lombardo.

Nel 1989 lascia DP per aderire ai Verdi Arcobaleno che, nel dicembre 1990, confluiranno nella Federazione dei Verdi. Senatore della Repubblica nel 1992, dal 1994 è impegnato nei movimenti della società civile e della solidarietà internazionale.

Ambientalista, è stato tra i fondatori del movimento antinucleare italiano e animatore del gruppo lombardo che portò alla chiusura della centrale elettronucleare di Caorso prima dello stesso referendum abrogativo del 1986.

Negli anni Ottanta e Novanta ha collaborato con Legambiente alla costituzione del primo Osservatorio dei rifiuti tossici-nocivi (Onta) e, in tale veste, ha denunciato le complicità criminali nello smaltimento abusivo di milioni di tonnellate di rifiuti tossici lombardi in Campania, Puglia e Calabria.

Nel 1988 ha promosso, con Elio Veltri e un gruppo di professionisti milanesi, l’associazione “Italia Loro” per combattere la corruzione nelle istituzioni e, ben prima di Tangentopoli, ha avviato inchieste che portarono alle dimissioni di assessori regionali: le Cliniche d’Oro, Lombardia Informatica, le ville degli assessori, la Petrol Dragon…

A metà degli anni Novanta inizia una collaborazione con l’associazione “Punto Rosso” e si apre ai rapporti internazionali. È relatore sulle questioni della globalizzazione per la Libera Università Popolare di Milano e della Facoltà dell’acqua dell’Università dei Beni Comuni.

Ha operato nell’ambito della cooperazione internazionale con l’ICS nei Balcani e con Mani Tese in Chiapas. Già relatore nei Forum Sociali Mondiali per l’acqua, nel 2000 è tra i fondatori del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua, di cui è stato presidente dal 2006 al 2010. In questa veste ha organizzato le carovane dell’acqua in Centro America con il Cevi e il Cospe e nel Kurdistan, in preparazione del Forum Mondiale sull’acqua del 2009 a Istanbul.

Autore dei libri Acqua: argomenti per una battaglia (Edizioni Punto Ros- so, 2007; Premio Elsa Morante 2009) e, con Claudio Jampaglia, Salvare l’acqua (Feltrinelli, 2010), è tra i fondatori delle associazioni “Costituzione Beni Comuni” e “Laudato sì”, ispirata all’enciclica di papa Francesco.

Muore a Milano il 5 luglio del 2025 all’età di 85 anni, lasciando tra le pagine del libro La fabbrica, la politica, i beni comuni la sua autobiografia politica e sentimentale.

Emilio Molinari all'Alfa Romeo di Arese (foto di Gigi Malabarba)

«Avanti popoli!» – Emilio Molinari

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